La riduzione della sintesi dopaminergica nella schizofrenia

L’aumento della trasmissione dopaminergica a livello striatale è una caratteristica chiave dell’ipotesi dopaminergica della schizofrenia, che fu per la prima volta proposta nel 1960. Da allora, studi PET con marcatori di DOPA, hanno consistentemente mostrato un aumento della capacità di sintesi dopaminergica (CSD) nello striato di pazienti schizofrenici non medicati al confronto con controlli sani. Tuttavia, elevata CSD potrebbe rappresentare un marker di tratto per la schizofrenia stabilizzata indipendentemente dalla psicopatologia, dalla fase di malattia o dallo stato di medicazione; oppure potrebbe piuttosto essere un marker di stato di un disordine proteico e pertanto disponibile alla modulazione. E’ stato recentemente pubblicato un lavoro di Avram et al. che presenta i risultati di un ambizioso studio PET con F-DOPA in un ampio gruppo di pazienti schizofrenici medicati che mostra che i pazienti con sintomatologia remittente positiva (ma persistentemente negativa) avevano una marcata riduzione della CSD nello striato, in particolare nelle divisioni associative e sensorimotorie.

Questi pazienti presentavano anche un deficit delle performance cognitive che le analisi hanno mostrato essere mediato dalla riduzione della CSD. In precedenza era già emerso che le performance in test di funzioni cognitive prefrontali correlava positivamente con CSD striatale in volontari sani e che il trattamento subcronico con aloperidolo down regolava la CSD in pazienti schizofrenici, relativamente ai loro livelli baseline senza medicazione. Le nuove evidenze implicano che i pazienti con trattamento antipsicotico prolungato possono ottenere la remissione dai sintomi positivi al costo di un deficit cognitivo, entrambi correlati alla diminuzione della CSD. Questa importante implicazione clinica solleva nuove preoccupazioni sugli aspetti negativi di un trattamento a lungo termine dei pazienti schizofrenici con antagonisti dopaminergici D2/3.

Tuttavia, questo lavoro presenta un disegno cross-sezionale e pertanto non può stabilire se la relazione tra il deficit cognitivo e un basso livello di CSD nei pazienti sia conseguenza del loro trattamento farmaceutico o sia un aspetto inerente alla remissione di per sé. Per chiarire questo, sarebbe necessario uno studio cross-sezionale con PET di F-DOPA alla baseline e ai follow-up in gruppi di pazienti trattati e non trattati, in modo da poter monitorare l’evoluzione della CSD, della sintomatologia e dei livelli cognitivi.

In conclusione, Avram et al., hanno posto un nuovo pezzo nel puzzle di una migliore comprensione della regolazione e disregolazione del sistema  dopaminergico nella schizofrenia.

Fonte: https://academic.oup.com/brain/article-abstract/142/6/1500/5499011?redirectedFrom=fulltext

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