Gli “atomi del pensiero” e la demenza

Le prevalenti modalità’ di imaging che sondano le dinamiche cerebrali impongono una scelta tra una superiore risoluzione temporale (come per l’EEG) e una maggiore risoluzione spaziale (nel caso della RM funzionale). Di conseguenza, le tecniche EEG hanno prosperato nella ricerca dei correlati neurali di processi cognitivi rapidi e percettivi e hanno acquisito un ruolo clinico nell’epilessia e nell’anestesia. Al contrario, la RM funzionale occupa un posto unico nel mapping delle funzioni cerebrali corticali e subcorticali con una tempistica maggiore. La combinazione di queste due tecniche sembra particolarmente promettente dello studio della demenza a corpi di Lewy (LBD), una patologia neurodegenerativa caratterizzata da lentezza mentale, cognizione fluttuante, allucinazioni visive e sintomi motori parkinsoniani. In un recente articolo di Schumacher et al., è stata riportata una nuova analisi di LBD usando analisi EEG microstate per definire le caratteristiche del processamento delle informazioni a livello cerebrale, usando anche la RM funzionale per espandere le conoscenze delle disfunzioni subcorticali della patologia.

I microstates EEG  sono topografie specifiche del potenziale di campo elettrico attraverso lo scalpo, che rimangono quasi stabili per spazi di tempo di 100 ms prima di traslare verso un altro microstate. I microstate EEG sono stati denominati “atomi del pensiero” per evidenze che hanno mostrato come siano implicati nella distinzione della profondità visuospaziale e che una loro diminuzione nella durata nella schizofrenia stoppi repentinamente il processamento delle informazioni e si manifesti come pensiero disordinato. Inoltre, è stato mostrato che specifici microstates EEG sono mappati in specifici network evidenziabile alla RM funzionale in stato di riposo. La formulazione che i microstates EEG siano la base primaria del pensiero li rende delle sonde particolarmente interessanti per il rallentamento cognitivo e le sue fluttuazioni nella LBD.

Gli autori hanno esaminato pazienti affetti da LBD, Alzheimer e controlli sani. E’ emerso un aumento della durata media dei microstates nei due stati patologici e che nella LBD questo aumento fosse proporzionale alla gravità della patologia. Alla RM funzionale è emerso che i soggetti affetti da LBD con microstates di durata maggiore presentavano una connettività funzionale dinamica più debole tra i network che collegano gangli della base, talamo e corteccia cerebrale. Questi cambiamenti erano riflessi inoltre, in una riduzione della connettività funzionale dinamica tra i gangli della base e i network motori, il talamo, il cervelletto e  l’insula.

Modelli computazionali di dinamica neuronale potrebbero essere in grado di mappare fenomenologicamente definiti microstates. Potrebbero quindi essere usati per il monitoraggio e la diagnosi della LBD e di altri disordini neurodegenerativi, ma anche per quei disordini in la cognizione accelera come il disturbo bipolare.

Fonte: https://academic.oup.com/brain/article-abstract/142/6/1494/5499008?redirectedFrom=fulltext

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