fbpx

Toxoplasmosi connatale, sintomi, prevenzione, diagnosi, trattamento

Toxoplasmosi: seconda parte

In questo articolo vediamo più nello specifico la forma più grave di Toxoplasmosi, ovvero la forma connatale (congenita); si parlerà anche dei sintomi della malattia, della diagnosi, della prevenzione e del trattamento.

La Toxoplasmosi connatale o congenita: un pericolo per il feto!

Come abbiamo visto, la Toxoplasmosi, quando attacca una donna incinta, può essere molto dannosa anche per il feto, determinando aborto, la morte del bambino, e quando il bambino resiste all’infezione e riesce a nascere, molti sintomi, spesso gravi, si possono manifestare.

Bisogna in questo caso ricordare che, quando non vi è stata una diagnosi precisa di Toxoplasmosi in gravidanza – e quindi se non sono state prese precauzioni per il feto e se non è stata affrontata una specifica terapia – può accadere che i bambini nati con questa condizione non manifestino alcun segno dell’infezione contratta, almeno inizialmente.

Si calcola, infatti, che fino al 90% dei bambini nati con Toxoplasmosi non abbiano segni iniziali della malattia, che però si manifesterà successivamente con specifiche forme di infezione.

L’unico segno o sintomo che si può presentare alla nascita è il fatto che il bimbo sia nato prematuramente, o che sia nato sottopeso.

Tra i sintomi che si manifestano nel bambino affetto da Toxoplasmosi congenita vi sono:

  • Febbre;
  • Linfonodi ingrossati;
  • Segni di ittero (pelle e occhi ingialliti);
  • Esantema;
  • Emorragia o presenza di lividi senza un particolare motivo;
  • Una testa troppo grande o piccola, in ogni caso sproporzionata;
  • Fegato ingrossato;
  • Milza ingrossata;
  • Anemia;
  • Attacchi epilettici;
  • Ritardo mentale;
  • Perdita dell’udito;
  • Danni alla retina.

I sintomi della Toxoplasmosi

Come è stato anticipato, purtroppo nella maggior parte dei casi è difficile comprendere immediatamente, dai soli sintomi che si manifestano, che si tratta effettivamente di Toxoplasmosi.

Infatti, questa malattia talvolta non presenta alcun sintomo (è quindi asintomatica), e solo in alcuni casi si possono manifestare sintomi tipici ma in ogni caso particolarmente confusionari, perché molto simili ad altre malattie.

I sintomi di questa malattia, inoltre, sono variabili per tipo, per grado e per misura, anche in funzione del sistema immunitario e di come esso reagisce all’infezione: se in alcuni casi la Toxoplasmosi può svanire da sola, in altri casi, come ad esempio nei pazienti che hanno un sistema immunitario compromesso (pensiamo alle persone affette da AIDS), la sintomatologia è molto più grave, e indica anche una minore risposta del sistema immunitario all’infezione.

Tra i sintomi più diffusi, vi sono:

  • Nausea e vomito;
  • Stanchezza e spossatezza;
  • Linfonodi gonfi.

Questa sintomatologia, come è facile capire, è molto simile a quella presentata da altre malattie: ciò rende molto spesso la diagnosi difficile o tardiva.

La diagnosi della Toxoplasmosi

L’unico metodo ad oggi sicuro per diagnosticare la Toxoplasmosi è il test effettuato per mezzo di prove di laboratorio, in grado di rilevare la presenza dei parassiti nel corpo: i parassiti si possono trovare all’interno del sangue, del liquido spinale, dei linfonodi e del midollo osseo, e nel caso delle donne incinte, essi si possono trovare anche nel liquido amniotico oppure nella placenta.

In altri casi, si possono effettuare semplici analisi del sangue, attraverso i quali si misurano i livelli di anticorpi che l’organismo umano produce naturalmente per combattere i parassiti.

Un ultimo metodo diagnostico, che è utilizzato soprattutto negli ultimi anni, è quello del test genetico: attraverso l’identificazione del DNA che contiene i geni dei parassiti, è possibile testare la presenza della malattia infettiva nel feto. Bisogna però dire che questo test, effettuato anche per mezzo degli ultrasuoni, non sempre garantisce risultati ottimali, e può dare dei falsi positivi.

Come fare, allora, a diagnosticare, ma soprattutto a combattere la patologia infettiva, specialmente quando non si è in presenza di sintomi?

A questo proposito occorre ricordare che nei soggetti sani in genere la Toxoplasmosi non rappresenta un pericolo: il più delle volte, un soggetto sano può aver contratto l’infezione senza essersene nemmeno accorto, e ciò generalmente non rappresenta un pericolo per la sua vita. Quindi, se non vi sono sintomi particolari, non bisogna allarmarsi, perché molto probabilmente non si ha la Toxoplasmosi o la si ha in una forma leggera. Diverso è il caso in cui vi siano dei sintomi specifici, come ad esempio nausea, spossatezza, gonfiore dei linfonodi, per un tempo superiore alle due settimane: in quel caso occorre comunque contattare il proprio medico di fiducia, al quale si dovranno raccontare con precisione i sintomi, per effettuare gli accertamenti del caso.

Ricordiamo, a questo proposito, che i sintomi della Toxoplasmosi possono essere simili a molte altre malattie: per questo motivo non occorre fasciarsi la testa prima del tempo, ma semplicemente attendere i risultati diagnostici.

Invece, la Toxoplasmosi può essere dannosa nelle donne incinte perché è pericolosa per il feto, in quanto esso può andare incontro a morte prematura o ad infezioni molto gravi: in questo caso, si raccomanda sempre alle donne in gravidanza lo screening prenatale, specialmente quando si è a rischio. Inoltre, la prevenzione è importantissima specialmente nei mesi più difficili della gravidanza.

La Toxoplasmosi può essere dannosa anche per i soggetti immunodepressi: in questo caso, nei pazienti che presentano un sistema immunitario particolarmente debole o compromesso – persone affette da AIDS, o persone che hanno subito cicli di chemioterapia e che pertanto hanno difese immunitarie molto basse – possono manifestarsi problemi molto seri, come ad esempio meningoencefalite, polmoniti atipiche, retinocoroidite, miocardite ed epatite.

Prevenzione della Toxoplasmosi

Nel settore medico, la prevenzione è sempre importante, ma lo è ancora di più quando si ha a che fare con le malattie infettive.

Bisogna quindi conoscere i particolari motivi di contrazione del parassita, e cercare di attenersi ad un comportamento responsabile e corretto per evitare che la malattia possa attaccare il paziente.

Poiché il parassita della Toxoplasmosi si trova soprattutto nel tratto intestinale del gatto, occorre prestare particolare attenzione nel caso in cui abbiamo questo animale domestico in casa.

In particolare, per le donne incinte, si consiglia di:

  • Non entrare in contatto con le feci del gatto;
  • Tenere pulita e disinfettata la lettiera;
  • Evitare che il gatto esca dall’ambiente domestico;
  • Lavare bene tutti gli utensili e le superfici della cucina, specie quando sono entrate a contatto con carne o verdura cruda;
  • Non consumare insaccati o carni crude;
  • Non dare da mangiare al gatto carne cruda;
  • Evitare di toccare gatti randagi;
  • Tenere la lettiera del gatto in casa o al coperto, per evitare che sia utilizzata anche da altri gatti;
  • Indossare i guanti quando si pratica giardinaggio;
  • Installare delle zanzariere, per evitare che in casa entrino insetti o zanzare;
  • Non bere acqua non depurata;
  • Cuocere bene gli alimenti, in special modo la carne;
  • Lavare bene insalata e verdura.

Una adeguata igiene e pulizia dell’ambiente e della persona, aiutano a tenere ulteriormente lontano il parassita.

A differenza di quanto si è creduto per molti anni, non è necessario separarsi dal proprio gatto durante la gravidanza, ma semplicemente adottare le regole del buon sensoe seguire una buona prevenzione.

Trattamento e terapia della Toxoplasmosi

Come è stato anticipato, nei soggetti sani e con un sistema immunitario non debole o compromesso, la Toxoplasmosi non comporta particolari rischi, e pertanto molto spesso non presenta sintomi né richiede un trattamento particolare.

Molte persone non sanno neanche di avere la Toxoplasmosi, pur avendo contratto la malattia: segno che, nella maggior parte dei pazienti, questa malattia infettiva non è dannosa e non comporta danni per la salute.

Se però la Toxoplasmosi si contrae in gravidanza, è importante impedire che avvenga la trasmissionedell’infezione al feto: in questo caso bisogna assumere degli antibiotici specifici, ed un farmaco particolare, chiamato spiramicina.

Diverso è il caso in cui la malattia si sia già trasmessa al feto: in questo caso è molto importante la diagnosi precoce da cui, in effetti, deriva anche la maggiore o minore probabilità di danni al bambino.

Un consiglio, nel caso in cui si stia programmando una gravidanza, è quello di effettuare un test specifico, chiamato Toxo-test, che aiuta a evidenziare la presenza degli anticorpi.

 

Bibliografia

Foto:https://cdn.gravidanzaonline.it/wp-content/uploads/2016/05/toxo-gatti-1024×683.jpg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *