Sindrome del pensiero accelerato: la nuova ansia nell’era digitale

Che l’era digitale ci ponga davanti a sempre più seri disturbi di salute è ormai evidente, ma oggi, grazie a diversi studi, sappiamo anche dare un nome a questa condizione patologica che sta affliggendo tutti ed in particolare gli adolescenti.

 

Il Dr. Augusto Cury è uno psichiatra brasiliano con più di 25 anni di carriera e dopo aver esaminato più di 20.000 pazienti, ha scoperto quello che lui stesso ha definito come “sindrome del pensiero accelerato” (SPA), una condizione che colpisce così tante persone che a suo parere, può essere considerato “il male del secolo”.

In un rapporto della BBC, Cury spiega come la sindrome abbia molto a che fare con l’attuale era digitale.

È un tipo di ansia la cui caratteristica principale è data dall’eccesso di informazioni, attività, preoccupazioni e pressioni sociali che riceviamo e che possono accelerare la mente con un’intensità mai vista prima. Secondo Cury, abbiamo cambiato irresponsabilmente il processo di costruzione dei pensieri.

Lo psichiatra sostiene che l’eccesso di informazioni e l’intossicazione digitale causano l’attivazione del “trigger” della memoria e un grande numero di finestre nell’archivio di memoria che non vengono inserite in nessuna di esse, motivo per cui la persona perde il focus e la concentrazione. Quindi, abbiamo un’enorme e sterile velocità di pensieri, la maggior parte inutili. Per questo motivo ci capita di leggere una pagina di un libro o di un giornale e non ricordiamo nulla.

Altre conseguenze sono i disturbi emotivi e una bassa tolleranza allo stress, così come gli errori ripetuti, l’infantilizzazione delle emozioni, l’eccessiva stanchezza, la noia e la difficoltà a sopportare la solitudine creativa.

Ci sono diversi tipi di ansia: disturbo d’ansia generalizzato, sindrome di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, sindrome del burnout o ansia post-traumatica … Questi tipi di ansia derivano da conflitti, perdite, crisi, abusi o frustrazioni.

Al contrario, l’ansia della SPA deriva dallo stile di vita attuale, stressante e frenetico. Secondo Cury, milioni di bambini, adolescenti e adulti, a causa dell’attuale intossicazione digitale, costruiscono pensieri ed emozioni in modo improprio.

I sintomi della sindrome includono la mancanza di sonno, difficoltà ad addormentarsi, svegliarsi stanchi, avere nodi in gola, disturbi intestinali e persino aumento della pressione sanguigna. Se ci sono anche mal di testa o dolori muscolari, può essere un indicatore che il cervello è esausto da troppi pensieri e preoccupazioni.

Per quanto riguarda i sintomi psichici, Cury identifica sofferenza e irritabilità, accompagnate a difficoltà nel gestire la frustrazione e difficoltà a vivere con persone più “lente” da questo punto di vista.

E oltre alla mancanza di concentrazione, un altro sintomo molto caratteristico è il deficit di memoria.

Secondo Cury, al momento è molto comune che i giovani non riescano a ricordare dati come nomi o appuntamenti.

Pertanto, anche se alcuni di questi sintomi sono comuni con altri tipi di ansia, ciò che rende unica la SPA è che nel suo caso non ci sono traumi precedenti.

Cury ritiene che sia il male del secolo perché colpisce persone di tutte le culture e di tutte le età. Secondo lo psichiatra brasiliano, tra il 70 e l’80% degli esseri umani presentano manifestazioni della SPA, anche peggiori della depressione.

Prevenzione e soluzione

Per il Dr. Cury, la SPA provoca insoddisfazione cronica e per combatterla, “dobbiamo imparare a contemplare la bellezza”.

“Parla dei tuoi fallimenti in modo che i tuoi figli capiscano che nessuno sale sul podio senza aver fallito prima”, spiega Cury.

Il segreto dunque sta nel riappropriarci della nostra identità personale, svolgere attività che ci fanno stare davvero bene, parlare ed interagire con le persone, amare la natura e i suoi sapori e ogni tanto, anche se ci costa fatica…spegnere i dispositivi elettronici come smartphone, tablet e PC.

Fonte: 20 Minutos

Roberta Tetto

Appassionata di comunicazione e web marketing, social media ma anche di musica e viaggi. Amo approfondire le storie interessanti e portarle al pubblico con un linguaggio semplice e fruibile.

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