Esami di laboratorio

Esami di laboratorio

Le indagini di laboratorio rappresentano un aiuto indispensabile per la diagnosi delle malattia; permettono di accertare lo stato di salute attraverso screening, rilevando problemi latenti, e forniscono indicazioni sullo stadio e sull’andamento di una patologia. Permettono di stimare l’attività di un processo patologico in atto, di misurare gli effetti e le risposte ai trattamenti o dosare alcuni farmaci.

Il sangue venoso costituisce il materiale biologico di elezione che permette di eseguire la maggior parte delle indagini di laboratorio. Prelevare un campione di sangue rappresenta dunque un passaggio fondamentale per ottenere una matrice biologica da analizzare.

Cos’è il sangue?

Il sangue è un sistema bifasico, composto da:

  • fase liquida: plasma, una soluzione di sali minerali e organici
  • fase cellulare: cellule nucleate (globuli bianchi), cellule non nucleate (globuli rossi), frammenti citoplasmatici (piastrine).

La parte di plasma priva di fibrinogeno viene definita siero, mentre l’aggregazione del fibrinogeno è nota come coagulo.

Il plasma viene reso incoagulabile mediante l’aggiunta di anticoagulanti, mentre per ottenere il siero, il campione viene centrifugato.

I referti degli esami di laboratorio ematici devono sempre riportare:

  • L’anagrafica della persona
  • Il codice identificativo del prelievo
  • Il nome dei vari esami prescritti
  • L’unità di misura utilizzata per ogni valore
  • I valori per ogni esame
  • Gli intervalli di riferimento che indicano la “normalità”
  • Il nome del medico che ha validato il referto

Nella maggior parte dei casi, gli esami di laboratorio sono eseguiti in condizioni “basali”, cioè nella prima mattina, poco dopo il risveglio, prima di assumere la colazione. Questo perchè i valori di riferimento che permettono di individuare la normalità o meno dei dati sul singolo campione sono definiti su paramentri raccolti in condizioni basali.

Vi sono delle variabilità biologiche che possono far variare l’intervallo di riferimento di molti valori ematochimici:

  • l’età: la fosfatasi alcalina aumenta con l’accrescimento, il colesterolo, il glucosio e il TSH aumentano con l’età. Diminuiscono invece T3 e T4;
  • genere e stato di gravidanza: il valore di prolattina è più alta nella donna, sono più bassi invece i valori di emoglobina, ferritina, ferro, calcio e zinco. La menopausa avvicina i valori a quelli dell’uomo;
  • ritmo circadiano: la concentrazione sierica di alcuni elettroliti o di alcuni ormoni può variare nell’arco della giornata; il cortisolo ad esempio presenta un valore massimo al mattino e minimo durante le ore notturne;

Vi sono anche delle variabili legate allo stile di vita e allo stato di salute del paziente:

  • dieta e digiuno prolungato: il digiuno prima del prelievo di un campione serve per standardizzare il momento preanalitico ed evitare erronee interpretazioni dei valori. Dopo una normale colazione di tipo europeo (caffè, latte, pane, marmellata) infatti, possono modificarsi alcuni parametri, quali glucosio, trigliceridi, calcio ed altri. Allo stesso modo, un digiuno che si protrae per molte ore, può alterare diversi valori; se superiore alle 12 ore possono diminure fosforo e potassio; se superiore alle 24 ore si può osservare una riduzione del glucosio, un aumento dei lipidi, della bilirubina, di alcuni aminoacidi e della ferritina. In sintesi è raccomandato un digiuno di 8-12 ore, in questo tempo è possibile assumere acqua in modica quantità;
  • esercizio muscolare: un’attività fisica anche se non intensa, produce per un periodo un aumento dell’acido lattico nel siero; si può osservare anche un aumento dei valori di colesterolo o dei trigliceridi dopo un tragitto percorso a piedi o in bicicletta in persone sedentarie;
  • fumo di sigaretta, caffeina: gli effetti del fumo sui valori degli esami è molto variabile e dipende dalla quantità di fumo inalato e dall’età del soggetto. L’inalazione del fumo vicino al momento del prelievo può produrre un aumento della glicemia, adrenalina e noradrenalina; l’inalazione cronica può determinare l’aumento dei globuli bianchi e diminuire le lipoproteine e alcuni ormoni. La caffeina può comportare un aumento delle catecolamine e dei lipidi plasmatici. Una tazzina di caffè non interferisce con i valori dell’emocromo;
  • alcol: l’intossicazione acuta da alcol produce inibizione della neoglucogenesi epatica con riduzione del glucosio plasmatico ed elevazione del lattato, renina e cortisolo; l’intossicazione cronica produce alterazione degli enzimi epatici, in particolare l’aumento della gamma-glutamiltransferasi (GGT) delle ALT-AST e trigliceridi;
  • farmaci: tipicamente si osserva una leucopenia nei soggetti in trattamento con farmaci citostatici o anticonvulsionanti; gli estroprogestinici possono interferire con i dosaggi delle proteine plasmatiche, il fibrinogeno e i fattori della coagulazione.

Le vene del braccio utilizzate per il prelievo venoso sono quelle situate sull’arto superiore; generalmente si utilizzano le vene della fossa cubitale ( vena mediana cubitale) che decorre al centro dell’avambraccio e si divide in due rami: la cefalica che decorre nella parte più esterna e la basilica che decorre nella parte interna dal lato ulnare.

La vena mediana è preferibile in quanto è la più superficiale, ha un buon calibro e generalmente è quella che provoca minor dolore alla puntura.

La prossima settimana vedremo nel dettaglio i principali esami di laboratorio che vengono effettuati. A presto!

Bibliografia

https://www.nurse24.it/studenti/indagini-diagnostiche/esami-laboratorio-analisi-sangue.html?limitstart=5#pagination

Trattato di cure infermieristiche II edizione, vol II di Luisa Saiani e Anna Brugnolli, edizioni Sorbona.

Foto: https://www.formativezone.it/wp-content/uploads/2018/06/esami-di-laboratorio.jpg

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