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Musicoterapia ed effetto Mozart, una realtà importante nel trattamento dei sintomi dell’epilessia farmacoresistente

Lo scorso luglio si è svolta a Malta la conferenza dal titolo “Psychiatry and the Arts: The nature of the Human Person and the role of Aesthetics in Maintaining Mental Health” nella quale il centro di ricerca InVita dell’Istituto Searfico di Assisi coordinato dal direttore sanitario Sandro Elisei ha presentato i primi risultati su uno studio sull’efficacia della musicoterpia nel trattamento dell’epilessia farmacoresistente in soggetti con disabilità intellettiva grave.

In particolare la musica classica di Mozart e ancora più nello specifico a fare “miracoli” sarebbe la sonata K448 in re maggiore per due pianoforti, il cui ascolto sarebbe in grado di ridurre del 21% la frequenza delle crisi epilettiche e nel 10% dei casi si è assistito addirittura alla loro scomparsa. Da vent’anni a questa parte la ricerca in riabilitazione ha raggiunto i risultati più rilevanti: l’utilizzo della musica in diversi disturbi del sistema nervoso e nell’autismo ha dato il via, infatti, alluso della musicoterapia nelle patologie neurologiche (Neurologic Music Therapy), le cui applicazioni in campo clinico e terapeutico hanno consentito di sopperire in parte alla mancata efficacia dei trattamenti farmacologici in pazienti affetti da epilessia farmacoresistente. Le caratteristiche peculiari della musica mozartiana in grado di produrre benefici sul cervello sarebbero quelle di una periodicità a lungo termine e della costante ripetizione di sequenze variate.

L’elettroencefalogramma è l’esame utilizzato per lo studio, in particolare sono stati monitorati gli spettri medi in frequenza prima, durante e dopo l’ascolto della musica e si è visto che il 50 % dei pazienti presi a campione si è dimostrato responder al trattamento, l’effetto Mozart produce come risultato un miglioramento delle capacità cognitive del soggetto. La musicoterapia viene utilizzata negli ultimi anni come trattamento in alcuni casi e per alcuni soggetti affetti da autismo. Sebbene vengano continuamente introdotti sul mercato nuovi farmaci antiepilettici (AED) la terapia farmacologica risulta ancora inefficace per un gran numero di soggetti ed è quì che entra in gioco la musica.

L’epilessia è una malattia di tipo neurologico e si manifesta quando i neuroni, per qualche ragione, diventano ‘iperattivi’ e scaricano impulsi elettrici in modo eccessivo, ciò può provocare una crisi epilettica che rappresenta una modalità di risposta anomala in senso eccitatorio di alcune aree cerebrali o di tutto il cervello, per una disfunzione su base sconosciuta o per lesioni di diverso tipo.
Lo studio è stato svolto dal team di specialisti del centro ricerca del Serafico composta da Chiara Bedetti, Patrizia D’Alessandro, Massimo Piccirilli, Moreno Marchiafava, Antonella Baglioni,Domenico Frondizi e coordinato dal Direttore Sanitario Sandro Elisei.

Fonti: Insalute news

Roberta Tetto

Appassionata di comunicazione e web marketing, social media ma anche di musica e viaggi. Amo approfondire le storie interessanti e portarle al pubblico con un linguaggio semplice e fruibile.

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